Relamping led: la rivoluzione che accende il risparmio
Sempre più spesso aziende, amministratori di condominio e responsabili tecnici di grandi strutture ci chiedono se abbia ancora senso attivarsi per il risparmio energetico con il relamping. Anche se sembra anacronistico, ancora oggi il relamping a led rappresenta l'intervento piu efficace per ridurre i costi energetici senza avviare grandi lavori strutturali.
Da anni ci occupiamo di progettazione e fornitura di profili led e sistemi di illuminazione, e abbiamo visto cantine, uffici, interi stabilimenti trasformarsi completamente proprio grazie al led relamping, per questo oggi abbiamo deciso di trattare questo argomento.
Ma che cos'è esattamente il relamping?
Con relamping si intende la sostituzione programmata (o straordinaria) di sorgenti luminose esistenti con altre di tecnologia più avanzata, oggi quasi esclusivamente LED in maniera sistematica. Si valuta l'impianto, si scelgono i prodotti con il giusto attacco, la giusta temperatura di colore, e si procede. Per relamping si intende pertanto un ammodernamento intelligente dell'illuminazione e non va confuso col revamping, che è molto più invasivo.
Relamping o revamping? Scopriamo quali sono le differenze
Spesso ci viene chiesto di effettuare il revamping di uno stabile quando in realtà il cliente vuole solamente cambiare i tubi fluorescenti con delle strip led. In questo caso avremo un relamping: il revamping implica la sostituzione o la modifica strutturale dell'apparecchio illuminante (come cambiare tutto il corpo lampada perchè vecchio o arrugginito).
Il nostro consiglio è nel caso in cui l'apparecchio sia ancora in buone condizioni e si voglia risparmiare, di optare per sistemi di relamping con kit led o lampade retrofit. Se invece l'ottica è compromessa o volete un design nuovo, si parla di revamping. In ogni caso Ledpoint è in grado di fornire sia profili led per nuovi impianti sia prodotti per relamping led rapido.
Relamping a led: come funziona?
Il principio è semplice: si toglie una vecchia lampada alogena o fluorescente e si mette una lampada a led. Ma vi è una differenza enorme: i led lavorano in bassa tensione (generalmente 12V o 24V o 220V con driver integrato), e offrono un'efficienza luminosa altissima.
Tabella di confronto tra lampade
| Tipo di lampada | Potenza (W) | Flusso luminoso (lm) | Durata media (ore) | Costo energetico annuo* |
|---|---|---|---|---|
| Incandescenza | 60 W | ~700 lm | 1.000 | € 21,5 |
| Alogena | 50 W | ~800 lm | 2.000 | € 18,0 |
| Fluorescente compatta | 15 W | ~800 lm | 8.000 | € 5,4 |
| LED (relamping) | 9 W | ~800 lm | 25.000 - 50.000 | € 3,2 |
*Costo annuo stimato su 6 ore/giorno a 0,25 €/kWh. Fonte: dati ENEA 2025.
Come è possibile notare con il relamping a led si abbatte il costo fino all'85% rispetto alle vecchie lampadine. E la durata è 50 volte superiore.
Relamping nell'illuminazione pubblica e calcolo del conto termico
Uno dei campi dove il relamping sta dando risultati clamorosi è l'illuminazione pubblica. Sostituire i vecchi vapori di mercurio (che attualmente sono fuori legge) con illuminazione led permette ai comuni di risparmiare sulle bollette e ridurre inquinamento luminoso. Inoltre, grazie al conto termico, è possibile ottenere incentivi per interventi di efficienza energetica, incluso il relamping led negli edifici della PA e nelle scuole. Nel caso però si vogli accedere agli incentivi bisgona ricordarsi che le pratiche vanno presentate prima dell'inizio lavori.
I nostri suggerimenti per il relamping: profili e strip led
A catalogo è possibile reperire una gamma di diversi prodotti per realizzare sistemi di relamping:
- profili a soffitto da incasso – ideali per uffici, sostituiscono le vecchie plafoniere;
- strip led flessibili tagliabili ogni 5cm – perfette per rivitalizzare vetrine o percorsi luce;
- profili tondi – sostituiscono dal punto di vista estetico alla perfezione i neon;
- taglio personalizzato: forniamo profili su misura per progetti di relamping complessi.
Come si pianifica un progetto di relamping
Un buon progetto relamping si basa su alcuni passaggi:
- audit energetico: si misurano i consumi attuali e i livelli di illuminamento;
- scelta delle lampade: in base ad attacchi (E27, E14, GU10, etc.) e temperatura colore;
- verifica compatibilità: specialmente con vecchi trasformatori elettronici (a volte vanno sostituiti);
- analisi ritorno economico: calcolo del tempo di payback (spesso 2-3 anni);
- installazione e smaltimento: le vecchie lampade vanno portate in centri di raccolta RAEE.
Noi consigliamo sempre di ordinare prima un singolo campione prima dell'ordine di tutta le fornitura, per verificare che effettivamente la nuova luminostià corrisponda a quella desiderata.
Sfide e considerazioni tecniche nel relamping led
Nel relamping possono presentarsi alcuni problemi di cui è bene tenere conto
- sfarfallio (flicker): con driver scadenti o dimmer non compatibili, i led sfarfallano;
- smaltimento calore: i led scaldano poco ma necessitano di dissipazione. I nostri profili in alluminio fungono da dissipatore;
- luce residua: già accennato, se l'impianto presenta dei problemi strutturali il led genera questo problema, ma è l'impianto che è da rivedere;
- dimmerabilità: non tutti i led sono dimmerabili (quelli nel nostro catalogo sì), prima di procedere all'acquisto è bene leggere in maniera scrupolosa la scheda tecnica del prodotto.
A volte ci chiedono se sia possibile riutilizzare strisce led, la risposta è affermativa ma è necessario fare attenzione a non danneggiare le piste di rame. Su Ledpoint possibile trovare un discreto numero di connettori per collegare le strip led tra loro senza doverle saldare.
Case study: relamping in un capannone industriale
Qualche mese fa abbiamo seguito un'azienda metalmeccanica con 200 plafoniere con due neon da 58W l'una nell'ottica di ridimensionare i consumi energetici. Dopo un analisi approfondita, abbiamo proposto un relamping a led utilizzando i nostri profili led da incasso linea tagliati a misura 1200 mm con cob led ad alta efficienza da 26W ciascuno (per sostituire le due lampade originali). Abbiamo mantenuto la struttura delle plafoniere esistenti, sostituendo solo la parte interna con i nostri profili, un intervento rapidissimo.
I numeri parlano chiaro: il consumo totale dell'impianto è passato da 23.200W (200 plafoniere x 116W) a 5.200W (200 profili x 26W), considerando 10 ore di lavoro al giorno per 250 giorni all'anno. Il risparmio annuo si aggira intorno ai 10.800€, con un investimento ammortizzato in meno di 2 anni. E la qualità della luce è migliorata sensibilmente: siamo passati da una luce spenta e mal distribuita (3500K scarsi, con quelle vecchie che sfarfallavano) ad un bel 4000K neutro, con una resa cromatica (CRI >90) che ha migliorato anche la visibilità ed il controllo qualità dei prodotti realizzati.
| Parametro | Pre relamping (neon 2x58W) | Post relamping con profili LED |
|---|---|---|
| Potenza totale impianto (200 plafoniere) | 23,2 kW | 8,0 kW |
| Ore annue di funzionamento | 2.500 h | 2.500 h |
| Consumo annuo | 58.000 kWh | 20.000 kWh |
| Costo annuo energia (0,25€/kWh) | 14.500 € | 5.000 € |
| Risparmio annuo | 9.500 € | |
Abbiamo scelto i profili con ottica 120° per garantire una distribuzione uniforme, dato che l'altezza del capannone era di 6 metri. I vecchi neon avevano un flusso disperso, mentre i profili led concentrano meglio la luce sul piano di lavoro.
Incentivi per il relamping: Conto Termico 3.0 e Certificati Bianchi
Ci viene chiesto spesso se per il relamping a led ci sono contributi pubblici o è possibile scaricare qualcosa fiscalmente. La risposta è affermativa, ma è necessario districarsi tra meccanismi diversi a seconda che siate una Pubblica Amministrazione, un'impresa o un privato. Cerchiamo di fare chiarezza perché negli ultimi mesi le cose sono cambiate parecchio con l'arrivo del Conto Termico 3.0 e l'aggiornamento dei Certificati Bianchi per il periodo 2025-2030.
Conto Termico 3.0: anche le imprese possono accedere
Fino a poco tempo fa il Conto Termico per il relamping era riservato quasi esclusivamente alla Pubblica Amministrazione. Con il nuovo Conto Termico 3.0 (decreto 7 agosto 2025) la platea si è allargata e ora possono richiedere il contributo anche:
- imprese private di ogni dimensione (piccole, medie e grandi);
- enti del terzo settore (associazioni, fondazioni, cooperative sociali);
- professionisti e titolari di partita IVA;
- aziende agricole e forestali.
In pratica, se hai un'attività commerciale, un ufficio, un capannone o anche un bed & breakfast, oggi puoi accedere a questo incentivo a fondo perduto. Per i privati cittadini il Conto Termico resta valido ma principalmente per interventi sulle singole unità immobiliari, come la sostituzione di impianti di climatizzazione.
Cosa prevede il Conto Termico 3.0 per il relamping?
Il nuovo decreto include esplicitamente la sostituzione di sistemi di illuminazione d'interni e delle pertinenze esterne con tecnologie LED o ad alta efficienza tra gli interventi agevolabili con sono paletti tecnici importanti da rispettare.
Il requisito fondamentale è che la potenza installata delle nuove lampade LED non deve superare il 50% della potenza sostituita. Se prima era presente una plafoniera con due neon da 58W (116W totali), il nuovo impianto LED non può superare i 58W. Questo vincolo è stato pensato per garantire un reale risparmio energetico, ma a volte si scontra con le normative illuminotecniche moderne (la UNI EN 12464-1 oggi richiede livelli di illuminamento più alti rispetto al passato, tipo 500 lux in ufficio contro i 300 lux di una volta).
Se non si rispetta il limite del 50% perché l'impianto vecchio era sottodimensionato, l'incentivo viene comunque riconosciuto ma limitato alla quota di potenza pari al 50% di quella sostituita. In pratica, il GSE calcola l'incentivo su un impianto virtuale che avrebbe le stesse prestazioni di quello vecchio, non su quello nuovo più performante. Una meccanisco burocratico complesso, per questo consigliamo sempre di farsi assistere da un tecnico prima di avviare i lavori.
Quanto spetta e come si richiede
Le percentuali di contributo variano in base al soggetto:
- pubbliche amministrazioni: fino al 65% della spesa (e in alcuni casi arrivano al 100%);
- imprese e privati: dal 25% al 40% a seconda della tipologia di intervento e del risparmio ottenuto.
Le domande si presentano esclusivamente online tramite il nuovo Portale CT3 del GSE, operativo dal 2 febbraio 2026. Per gli interventi conclusi entro il 25 dicembre 2025 si può ancora usare il vecchio Conto Termico 2.0, ma per quelli successivi si applicano le nuove regole. I tempi di presentazione: entro 90 giorni dalla fine dei lavori per l'accesso diretto.
Certificati Bianchi (TEE): l'opzione per le grandi aziende ed energy manager
Se invece parliamo di grandi impianti o di interventi su scala industriale, un altro strumento interessante sono i Certificati Bianchi, chiamati anche Titoli di Efficienza Energetica (TEE).
A differenza del Conto Termico (che è un contributo a fondo perduto), i Certificati Bianchi sono titoli negoziabili che certificano il risparmio energetico ottenuto. Il meccanismo è semplice sulla carta: ogni TEP (tonnellata equivalente di petrolio) risparmiata genera un certificato che può essere venduto sul mercato ai distributori di energia obbligati per legge a raggiungere determinati target di efficienza. Il valore attuale si aggira intorno ai 250-260€ per certificato.
Per accedere ai TEE però bisogna rispettare requisiti stringenti:
- essere una ESCo (Energy Service Company) certificata UNI CEI 11352 oppure
- avere un EGE (Esperto in Gestione dell'Energia) certificato UNI CEI 11339 oppure
- disporre di un Sistema di Gestione dell'Energia certificato ISO 50001.
Il nuovo Decreto Certificati Bianchi del 21 luglio 2025 ha ridefinito obiettivi e modalità per il periodo 2025-2030, in linea con il PNIEC 2024. I distributori di energia (quelli con più di 50.000 clienti) hanno obblighi crescenti fino al 2030, il che mantiene stabile la domanda di certificati e quindi il loro valore di mercato.
Per i progetti di relamping a led, i TEE rappresentano un'opportunità interessante quando l'intervento è di grandi dimensioni (pensate a un'intera zona industriale o a una catena di supermercati). In questi casi, l'incentivo può coprire una quota significativa dell'investimento, anche oltre il 50%.
Occhio alla cumulabilità
Non si possono cumulare più incentivi sullo stesso intervento. In generale, Conto Termico e Certificati Bianchi non sono cumulabili con altri incentivi pubblici (inclusi i bonus fiscali come l'ecobonus) per le stesse spese. Bisogna scegliere la strada più conveniente a seconda del caso specifico
Per le aziende che vogliono districarsi in questa giungla di incentivi, il consiglio è di affidarsi a professionisti del settore come energy manager e termotecnici che aiutano a predisporre la documentazione necessaria.
Relamping e risparmio: i numeri
Quando presentiamo un progetto di relamping a led ai nostri clienti, la prima domanda è sempre: "ma quanto risparmio davvero?". I numeri li abbiamo visti nei capitoli precedenti, ma vale la pena inquadrare il fenomeno a livello nazionale, perché i dati che emergono dalle ricerche più recenti sono sorprendenti e meritano un approfondimento.
Il potenziale nazionale secondo ENEA
Secondo il Rapporto Annuale sull'Efficienza Energetica 2024 dell'ENEA, il potenziale di risparmio energetico in Italia con interventi di relamping a led è stimato intorno ai 4 TWh all'anno . Per dare un'idea più concreta, si tratta dell'equivalente del consumo elettrico annuo di circa 1,5 milioni di famiglie italiane (considerando un consumo medio domestico di 2.700 kWh/anno). Tradotto in termini economici, parliamo di un risparmio potenziale sulla bolletta nazionale che supera il miliardo di euro all'anno ai prezzi attuali dell'energia.
Eppure, nonostante questi numeri da capogiro, il tasso di penetrazione del LED nel settore non residenziale è ancora fermo a percentuali basse. Dalle nostre elaborazioni su dati di settore, solo circa il 30% delle aziende italiane ha già convertito i propri impianti a LED. Il restante 70% opera ancora con tecnologie obsolete (fluorescenza, alogeni, vapori di mercurio) con efficienze imbarazzanti se paragonate a quelle odierne. Un paradosso, considerando che il LED è sul mercato da oltre 15 anni e i prezzi sono ormai crollati.
Perché così poche aziende hanno già convertito?
Se consideriamo quanto si possa risparmiare con il relamping sembra strano che siano in pochi ad attuarlo. Le ragioni sono diverse:
- scarsa conoscenza tecnica: molti imprenditori pensano che basti comprare una lampadina LED al supermercato e avvitarla. In realtà un progetto relamping richiede un minimo di competenza per scegliere la giusta temperatura di colore, il corretto flusso luminoso e la compatibilità con i driver esistenti. Se sbagli, ti ritrovi con un ambiente buio o con luci che sfarfallano;
- paura dell'investimento iniziale: anche se il ritorno è di 2-3 anni, molte PMI faticano a immobilizzare capitale. Peccato perché, come abbiamo visto, i numeri sono dalla loro parte;
- burocrazia e incentivi: fino a ieri il Conto Termico era riservato alla PA, i Certificati Bianchi sembrano una giungla. Con le nuove regole del 2025-2026 le cose stanno migliorando, ma la confusione regna sovrana.
Il peso dell'illuminazione nei consumi edilizi
Per capire l'importanza strategica del relamping, bisogna partire da un dato di base: l'illuminazione artificiale incide mediamente per il 15-30% dei consumi complessivi di un edificio . In alcuni settori (uffici, scuole, capannoni) la percentuale sale ulteriormente. La norma UNI EN 15193 del 2021 ha introdotto l'indice LENI (Lighting Energy Numeric Indicator) per valutare la prestazione energetica degli impianti di illuminazione, ma la sua applicazione è stata finora limitata dalla complessità dei calcoli .
Per ovviare a questo problema, a fine 2024 ENEA ha lanciato LENICALC, un tool gratuito che supporta i professionisti nel calcolo dell'efficienza degli impianti di illuminazione . Lo strumento, sviluppato in collaborazione con l'Università La Sapienza di Roma, si basa su oltre 2.000 simulazioni numeriche per determinare i valori di riferimento LENI per le varie tipologie di edifici . Questo significa che oggi abbiamo finalmente strumenti precisi per quantificare il risparmio potenziale prima ancora di intervenire.
Il parco edifici pubblico: un'opportunità enorme
Un discorso a parte merita la Pubblica Amministrazione. Secondo uno studio GSE/RSE del 2014 (purtroppo ancora l'unico disponibile con dati aggregati), il patrimonio immobiliare pubblico italiano ammonta a circa 300 milioni di mq, pari al 10% del totale nazionale . I consumi annuali della PA sono stimati in 4,6 Mtep/anno tra elettrico e termico, di cui una fetta significativa (oltre il 30%) è assorbita proprio dall'illuminazione pubblica e degli edifici istituzionali .
Il PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima) prevede la riqualificazione energetica di almeno il 3% annuo della superficie utile coperta del parco edilizio pubblico. Ma secondo ENEA, il tasso attuale non raggiunge nemmeno il 2% . Siamo indietro, insomma. Uno studio del Politecnico di Milano ha stimato che aumentare l'obiettivo al 4% annuo porterebbe a un risparmio aggiuntivo di 0,4 TWh/anno e a un risparmio in bolletta per la PA di 75 milioni di euro annui in più rispetto allo scenario attuale .
Case study concreto: i numeri di un intervento tipo
Vediamo ora i numeri applicati a un caso reale, simile a quello che abbiamo descritto nel capitolo 7. Prendiamo una media impresa con 200 plafoniere a neon (2x58W). I dati parlano da soli:
| Voce | Pre relamping (neon) | Post relamping (LED) | Differenza |
|---|---|---|---|
| Potenza totale impianto | 23,2 kW | 8,0 kW | -65% |
| Consumo annuo (2.500 h) | 58.000 kWh | 20.000 kWh | -38.000 kWh |
| Costo annuo energia (0,25€/kWh) | 14.500 € | 5.000 € | -9.500 € |
| Emissioni CO₂ evitate (0,4 kg/kWh)* | - | - | 15,2 tonnellate/anno |
*Fattore di emissione medio per il mix elettrico italiano, fonte ISPRA 2024.
Se estendiamo questo ragionamento a livello nazionale, il potenziale di 4 TWh/anno equivale a circa 1,6 milioni di tonnellate di CO₂ in meno ogni anno. Non male per un intervento che sostanzialmente consiste nel cambiare lampadine.
Il confronto con l'Europa
L'Italia non è purtroppo ai primi posti in Europa per tasso di penetrazione del LED nel settore terziario. Paesi come Germania e Scandinavia viaggiano con percentuali di conversione superiori al 50-60%, spinte da politiche di incentivazione più aggressive e da una maggiore sensibilità al tema. Ma il gap è anche un'opportunità: significa che il mercato potenziale è ancora enorme e che chi investe oggi nel relamping a led si posiziona in vantaggio rispetto ai concorrenti che dovranno rincorrere domani.
La curva di apprendimento: prezzi in calo, efficienza in aumento
Negli ultimi 10 anni, il costo dei LED è crollato di oltre l'80%, mentre l'efficienza luminosa (lumen per watt) è più che raddoppiata. Oggi un buon profilo LED raggiunge i 150-170 lumen/watt, contro i 60-80 lumen/watt dei fluorescenti e i 12-15 lumen/watt delle alogene. Questo significa che il payback medio di un intervento di relamping si è ridotto dai 5-6 anni di un decennio fa agli attuali 2-3 anni, rendendo l'investimento accessibile anche a piccole e medie imprese.
La tabella seguente mostra l'evoluzione dei prezzi medi e dell'efficienza negli ultimi anni:
| Anno | Costo medio per 1000 lumen (€) | Efficienza media (lm/W) | Payback medio relamping* |
|---|---|---|---|
| 2015 | 8-10 € | 80-100 | 5-6 anni |
| 2020 | 3-5 € | 120-140 | 3-4 anni |
| 2025 | 2-3 € | 150-170 | 2-3 anni |
*Payback calcolato su sostituzione di fluorescenti in contesto terziario, 2.500 ore/anno.
Relamping: il potenziale è ancora tutto da sfruttare
I numeri dicono una cosa chiara: il relamping a led è uno degli interventi a più alto rendimento nel panorama dell'efficienza energetica. Il potenziale di 4 TWh/anno stimato da ENEA è ancora in gran parte inespresso, e i margini di miglioramento sono enormi. Con i prezzi attuali e gli incentivi rinnovati del Conto Termico 3.0, il momento per investire è adesso.
Relamping con Ledpoint
Ledpoint vi aiuta selezionare i componenti giusti per il vostro sistemi di relamping, con le strip ed i profili migliori e vi supporta tecnicamente.
La nostra offerta: profili, strip e sistemi chiavi in mano
Sul nostro sito Ledpoint.it trovate una gamma completa di prodotti pensati specificamente per il relamping professionale:
- profili led da incasso e surface mounted: disponibili in decine di tagli e finiture (bianco, nero, alluminio). Li forniamo anche su misura per adattarsi perfettamente alle vostre plafoniere esistenti;
- strip led ad alta efficienza: con chip COB o SMD, con densità fino a 240 LED/m e CRI >90 per chi ha esigenze di resa cromatica elevata (showroom, laboratori, negozi). Disponibili in bobine da 5 o 10 metri, tagliabili ogni 1/2/5 cm per adattarsi a qualsiasi ingombro;
- driver e alimentatori di qualità: lavoriamo solo con alimentatori certificati con protezioni contro sovraccarichi e sfarfallio.
Il supporto tecnico: vi seguiamo passo passo
Quello che ci differenzia dai soliti store online è l'assistenza tecnica che offriamo. Nello specifico, vi aiutiamo a:
- selezionare il prodotto giusto in base all'ambiente (altezza, temperatura, esposizione a polvere o umidità), al tipo di attacco esistente (E27, GU10, G13, etc.) e alla temperatura di colore desiderata (2700K caldo, 4000K neutro, 6500K freddo);
- calcolare il numero di profili necessari e la disposizione ottimale per ottenere i lux richiesti dalla normativa UNI 12464-1 senza sprechi;
- verificare la compatibilità con gli impianti esistenti: molti interventi di relamping vanno in difficoltà perché i vecchi trasformatori non dialogano bene con i led. Vi suggeriamo cosa si possa tenere e cosa no;
- fornire campioni prima dell'ordine definitivo. Se dovete illuminare 1000 mq di ufficio, ha senso provare prima un profilo per vedere se il risultato vi soddisfa. N
Perché il taglio su misura è fondamentale nel relamping
Una delle caratteristiche che apprezzate di più dei nostri profili è la possibilità di averli tagliati a misura. Nel relamping, spesso ci si trova a dover inserire il profilo all'interno di una plafoniera esistente con dimensioni precise e non standard. Se arriva un profilo di serie da 1200 mm ma la vostra plafoniera è da 1185 mm, siete nei guai. Con noi ordinate la lunghezza esatta (entro il millimetro) e il profilo arriva già pronto, con i tappi montati e i fori per il fissaggio se necessario.
Forniamo inoltre:
- connettori senza saldatura per unire più profili in serie o per derivare l'alimentazione;
- diffusori opachi, satinati o trasparenti a seconda dell'effetto desiderato e della necessità di schermare o meno i chip led.
Come iniziare?
Se state leggendo questo articolo e avete in mente un progetto di relamping - che si tratti di un ufficio, un capannone, un ristorante o la vostra cantina - il primo passo è contattarci. Saremo felici di prepararvi un preventivo dettagliato (senza impegno) con i prodotti giusti, i tagli necessari e i tempi di consegna.
Perché il relamping a led non è solo una questione di numeri e risparmio: è anche questione di qualità della luce, di benessere visivo e di ambienti più belli da vivere.